L’8 marzo ho scritto qui un testo molto spontaneamente, venuto fuori dal nulla. Oggi mi è tornato in mente, perché mi sono chiesto per quanto tempo riuscirò ancora a resistere e se la mia perseveranza comincerà presto a sgretolarsi.
«Per sempre» è un’intenzione molto lunga, quasi spaventosa per quanto è lunga. E mi dibatto continuamente con la questione della mia libertà personale: per me fumare è legato all’idea della mia assenza di limiti, al mio piacere per il rischio, all’avventura e a quella sensazione di vivere – vivere come il Marlboro Man stesso – selvaggio e indomabile, la vita nei bagagli, il vento tra i capelli, in viaggio verso nuove avventure: una storia piena di esperienze, di lunghe notti attorno al fuoco.
Non fumare mi dà l’impressione di appartenere definitivamente alla comunità dei piccoli impiegati bloccati, con pantaloni cargo e foulard chic. Completamente folle.
Leggere che la persona del 9 marzo ha potuto trarre qualcosa dal mio testo dell’8 marzo mi dà coraggio, speranza e un senso di appartenenza. È bello: siamo sulla stessa barca. Ed è bello anche poter, ancora e ancora, superare noi stessi – per vivere davvero, essere davvero liberi e, un giorno, con molto coraggio, riempire il nostro zaino di avventure senza dover fare i cowboy. Perché è proprio questo: un’immagine di sé che svanisce e lascia spazio a una nuova. Anche questa folle, anche questa piena di vita.
Grazie per i vostri contributi, grazie per aver fatto riferimento al mio testo, persona del 09.03.26 🙏
[Tradotto con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Per l’originale, consultare: Erfahrungsbericht vom 12.03.2026 – stopsmoking.ch]