Perché c'è la pubblicità del tabacco?
Le aziende del tabacco spendono moltissimi soldi in pubblicità. Curano con attenzione la loro immagine per attirare nuovi clienti e trasformarli in consumatori. Allo stesso tempo, la loro presenza nei media serve a mantenere fedeli i fumatori che già consumano i loro prodotti e a evitare che scelgano marchi concorrenti.
Dove si trova la pubblicità del tabacco?
La pubblicità del tabacco è presente in molti contesti e in diverse forme. Spesso ricorre a mezzi indiretti per far apparire il consumo di tabacco o di sigarette elettroniche normale e attraente.
La pubblicità del tabacco ricorre spesso alla strategia del product placement: sigarette, marche o dispositivi compaiono spesso in film, serie televisive o sui social. Il fumo diventa parte della storia e dello stile di vita dei personaggi o degli influencer.
Che cosa trasmette la pubblicità del tabacco?
Gli studi mostrano che la pubblicità del tabacco cambia a seconda del pubblico a cui si rivolge. Per esempio, quando si rivolge a persone che si identificano come donne, usa spesso immagini e messaggi legati a:
- eleganza, bellezza e giovinezza;
- indipendenza e capacità per gestire lo stress;
- aspetto fisico e controllo del peso.
Per le persone che si identificano come uomini, la pubblicità del tabacco evoca spesso l’idea di:
- forza, indipendenza, controllo;
- tecnologia, modernità;
- prestazioni.
Nelle persone che si identificano con altri generi, la pubblicità del tabacco cerca di:
- creare un senso di appartenenza a un gruppo;
- rappresentare una forma di ribellione contro le norme sociali tradizionali;
- intensificare la sensazione di libertà.
Che cosa rende i prodotti del tabacco più attraenti?
Secondo alcuni studi, le persone si sentono attratte da:
- design,
- forma,
- gusto e aromi dei prodotti o dei dispositivi.
Questi aspetti fanno apparire il prodotto moderno e innocuo. In realtà creano dipendenza e nuocciono alla salute.
Come agisce la pubblicità del tabacco sulle persone?
Le aziende produttrici di tabacco utilizzano la pubblicità per rivolgersi a gruppi di popolazione particolarmente a rischio, tra cui giovani, minoranze etniche e persone LGBTQ+. Diversi studi dimostrano che la pubblicità del tabacco e delle sigarette elettroniche non raggiunge tutte le persone allo stesso modo, ma con intensità diverse:
- agisce in modo più forte sui giovani, su coloro che la vedono frequentemente, nonché su coloro che sono più curiosi o vulnerabili;
- agisce in modo meno forte su coloro che sono ben informati o che vivono in contesti in cui il fumo è poco diffuso o poco accettato;
- più una persona è esposta alla pubblicità del tabacco, più aumenta il rischio di iniziare a fumare già da giovane e di continuare a farlo.
Chi è più sensibile alla pubblicità del tabacco?
Alcuni studi dimostrano che la pubblicità del tabacco induce soprattutto i seguenti gruppi di persone all’acquisto del prodotto:
- adolescenti e giovani. Questi sono più sensibili ai messaggi e ai modelli sociali e dispongono di meno autocontrollo;
- persone che non hanno ancora iniziato a fumare o a svapare. La pubblicità rende questo comportamento più attraente e accettabile;
- persone che vivono in ambienti in cui altri fumano o svapano;
- persone molto attive su Internet e sui social o in ambienti in cui la pubblicità è molto presente;
- persone che si trovano in situazioni difficili o stressanti (stress, isolamento sociale o problemi economici);
- alcune persone LGBTIQ+, in particolare i giovani e le donne bisessuali: entrano più spesso in contatto con la pubblicità. E la pubblicità è spesso fatta su misura per loro.
Che cos’è il pinkwashing e cosa c’entra con la pubblicità del tabacco?
Il pinkwashing è una strategia di marketing che utilizza i valori LGBTIQ+ per scopi commerciali.
Anche in Svizzera il pinkwashing è molto diffuso. Alcuni produttori di tabacco sponsorizzano i pride, eventi e associazioni LGBTIQ+, come attivi sostenitori dell’inclusione. Allo stesso tempo, però, sostengono anche politici che si oppongono a questi valori.
Le aziende produttrici di tabacco utilizzano la loro immagine positiva (avuta attraverso la sponsorizzazione di eventi LGBTIQ+) per attirare un numero sempre maggiore di consumatori LGBTIQ+. Tuttavia, contribuiscono solo a perpetuare le disuguaglianze sociali.
Le donne sono più a rischio?
No. Alcuni studi hanno evidenziato differenze tra donne e uomini per quanto riguarda il loro atteggiamento nei confronti del fumo e dei dispositivi elettronici. Tuttavia, non c'è alcuna prova che le donne siano più sensibili alla pubblicità del tabacco e siano esposte a un rischio maggiore rispetto ad altre persone.
Le donne non sono maggiormente esposte alla pubblicità. E la pubblicità non ha su di loro un effetto maggiore rispetto ad altre persone.
Le differenze sostanziali dipendono principalmente da:
- le caratteristiche individuali di ciascuno, come l’età, le abitudini, lo stato di salute, il livello di informazione;
- l'ambiente circostante in cui la persona vive, per esempio la situazione economica, il livello di istruzione e la disponibilità dei prodotti del tabacco.
Che cosa dice la legge sulla pubblicità del tabacco?
In Svizzera, la pubblicità dei prodotti del tabacco e della nicotina è soggetta a norme precise. Le leggi svizzere sono tuttavia meno restrittive rispetto ad altri Paesi come la Norvegia, l’Irlanda o il Regno Unito.
La legge sul tabacco è in vigore in Svizzera dal 2024. Essa vieta:
- la vendita di prodotti contenenti tabacco e nicotina a persone di età inferiore ai 18 anni;
- la pubblicità dei prodotti con tabacco e nicotina in luoghi pubblici (per esempio, nei mezzi di trasporto pubblico);
- la distribuzione gratuita di prodotti del tabacco e i concorsi a premi;
- la sponsorizzazione di eventi internazionali o rivolti ai giovani.
La legge consente:
- la vendita di prodotti del tabacco solo a persone maggiorenni;
- la commercializzazione di prodotti sul mercato, purché soddisfino determinati requisiti in materia di contenuto, etichettatura e igiene;
- una pubblicità in forma limitata (non accessibile ai minori). I Cantoni sono autorizzati a emanare norme più severe.
I divieti e le autorizzazioni valgono anche per le sigarette elettroniche e per il tabacco riscaldato.
La legge del 2024 vuole ridurre il consumo e proteggere soprattutto i giovani. A partire dal 2027 sono previste norme più severe in materia.
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Fonti
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Grilo, G., Crespi, E., & Cohen, J. E. (2021). A scoping review on disparities in exposure to advertising for e-cigarettes and heated tobacco products and implications for advancing a health equity research agenda. International Journal for Equity in Health, 20(1), 238. https://doi.org/10.1186/s12939-021-01576-2
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